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52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Tipo di fibrillazione atriale ed esiti nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta


La fibrillazione atriale è comune nella insufficienza cardiaca, ma l'esito per tipo di fibrillazione atriale è in gran parte sconosciuto.
Sono stati esaminati gli esiti correlati al tipo di fibrillazione atriale ( parossistica, persistente o permanente, o di nuova insorgenza ) in due recenti grandi studi condotti su pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta.

Uno studio ha analizzato i pazienti nello studio PARADIGM-HF ( Prospective comparison of ARNI with ACEI to Determine Impact on Global Mortality and morbidity in Heart Failure ) e ATMOSPHERE ( Aliskiren Trial to Minimize Outcomes in Patients with Heart Failure ).
Sono stati stimati i rapporti di rischio ( HR ) per i risultati relativi al tipo di fibrillazione atriale.

Su 15.415 pazienti, 5.481 ( 35.6% ) avevano una storia di fibrillazione atriale alla randomizzazione, e di questi, 1.645 ( 30.0% ) presentavano fibrillazione atriale parossistica.

Rispetto ai pazienti senza fibrillazione atriale, i pazienti con fibrillazione atriale parossistica alla randomizzazione presentavano un rischio più elevato di endpoint composito primario di morte cardiovascolare o ospedalizzazione per insufficienza cardiaca ( HR: 1.20; P minore di 0.001 ), ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca ( HR: 1.34; P minore di 0.001 ) e ictus ( HR: 1.34; P=0.037 ), mentre i corrispondenti rischi nei pazienti con fibrillazione atriale persistente o permanente non erano elevati.

Nessuno dei tipi di fibrillazione atriale è stato associato a una maggiore mortalità.

La fibrillazione atriale di nuova insorgenza era associata a maggior rischio di esiti avversi: endpoint primario ( HR: 2.21 ), ospedalizzazione per insufficienza cardiaca ( HR: 2.11 ), ictus ( HR: 2.20 ) e mortalità per tutte le cause ( HR: 2.26 ), tutti i valori P minori di 0.001, rispetto ai pazienti senza fibrillazione atriale.

Gli anticoagulanti sono stati utilizzati meno frequentemente nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica ( 53% ) e di nuova insorgenza ( 16% ) rispetto a pazienti con fibrillazione atriale persistente o permanente ( 71% ).

In conclusione, tra i pazienti con insufficienza cardiaca con una storia di fibrillazione atriale, quelli con fibrillazione atriale parossistica erano a maggior rischio di ospedalizzazione per insufficienza cradiaca e ictus rispetto ai pazienti con fibrillazione atriale persistente o permanente, sottolineando l'importanza della terapia anticoagulante. 
La fibrillazione atriale di nuova insorgenza è risultata associata a un aumentato rischio di tutti gli esiti. ( Xagena2017 )

Mogensen UM et al, J Am Coll Cardiol 2017; 70: 2490-2500

Cardio2017



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